Meta, Google e TikTok fanno causa alla California per il divieto dei feed agli under 16

06.11.2026 5 min 4

Meta, Google e TikTok hanno presentato il 4 novembre cause separate davanti a tribunali federali per fermare la legge californiana AB 1709 prima che entri in vigore il 1° gennaio. La legge vieta i feed personalizzati e la riproduzione automatica agli utenti sotto i 16 anni, e un genitore non può riattivarli. Le aziende sostengono che violi il Primo emendamento e la Section 230. Tre mesi fa le stesse tre hanno perso il primo tentativo di bloccare una legge californiana più ristretta sui feed.

In breve

  • Google ha fatto causa a San Jose, Meta a San Francisco e TikTok a Los Angeles. Il procuratore generale Rob Bonta è l'unico convenuto.
  • Le sanzioni arrivano a 50.000 dollari per ogni minore coinvolto in caso di violazione consapevole.
  • Ad agosto un giudice federale ha rifiutato di bloccare le regole sui feed di una legge precedente, la SB 976, e ha definito il feed personalizzato "semplicemente uno specchio".
  • La AB 1709 impone un controllo dell'età prima di mostrare quel feed a qualsiasi utente in California, quindi riguarda anche gli adulti.

Cosa impone la legge

Il governatore Gavin Newsom ha firmato la AB 1709 il 10 settembre. Il testo definisce i feed che creano dipendenza e la riproduzione automatica "funzioni psicologicamente sfruttatrici" e consente al procuratore generale di aggiungerne altre per regolamento. Un feed che crea dipendenza è quello che ordina i post in base a informazioni legate all'utente o al dispositivo. Restano fuori dalla definizione i messaggi diretti, le ricerche non conservate e i post richiesti esplicitamente.

Una piattaforma può mantenere un account di un minore di 16 anni solo se quelle funzioni sono disattivate. Altrimenti deve cancellare l'account e i dati personali collegati. Possono agire in giudizio il procuratore generale o un procuratore locale, con sanzioni fino a 50.000 dollari per minore coinvolto per una violazione consapevole e fino a 25.000 per negligenza.

Cosa sostengono le aziende

La citazione di Meta afferma che lo stato "non può, nel rispetto del Primo emendamento, scavalcare le scelte editoriali di Meta" su come disporre i post di terzi, ha riferito Reuters. TikTok scrive che la legge vieterebbe il suo feed "Per te" agli under 16 e va oltre la legge del 2024, perché il consenso dei genitori non conta più. Tutte e tre invocano anche la Section 230, lo scudo federale delle piattaforme per i contenuti degli utenti, che secondo loro prevale sulla legge statale.

Google punta sui genitori. "Leggi troppo ampie come questa rompono i sistemi che abbiamo costruito per aiutare i bambini a trovare video di qualità e adatti alla loro età", ha detto un portavoce.

L'autore della legge, il deputato statale Josh Lowenthal, ha detto che la causa "viene dritta dal copione di Meta". L'ufficio di Bonta ha fatto sapere che sta esaminando gli atti e difenderà le leggi dello stato.

Il primo round lo hanno già perso

Le stesse aziende hanno impugnato le regole sui feed della SB 976, il Protecting Our Kids from Social Media Addiction Act del 2024. Il 5 agosto il giudice Edward Davila ha respinto la richiesta di ingiunzione preliminare. Un feed costruito da un modello predittivo "non è un messaggio 'espressivo': è semplicemente uno specchio che rimanda agli utenti i loro presunti interessi", ha scritto. Il 21 agosto ha rifiutato di nuovo di sospendere quelle regole durante l'appello, ora davanti al Nono circuito. Ha anche precisato che il suo giudizio potrebbe cambiare dopo l'esame completo del caso.

SB 976 (2024)AB 1709 (2026)
EtàUnder 18Under 16
Consenso dei genitoriSblocca il feedNon cambia nulla
LimitazioniFeed che creano dipendenza, notifiche di notte e in orario scolasticoFeed che creano dipendenza, riproduzione automatica, ciò che si aggiunge per regolamento
In tribunaleIngiunzione respinta, appello al Nono circuitoCause presentate, ancora nessuna decisione

La differenza sul consenso dà alle nuove cause un argomento che le vecchie non avevano: con la SB 976 un genitore poteva ancora dire sì, con la AB 1709 non può nessuno. È una nostra lettura, e nessun tribunale l'ha ancora valutata.

Perché riguarda anche gli adulti

Il controllo dell'età previsto dalla legge non si limita ai minori. La sezione 22684 impone di verificare l'età di un utente prima di fornirgli una funzione che crea dipendenza, e per "utente" si intende chiunque risieda in California. I feed personalizzati sono l'impostazione predefinita di questi servizi, quindi una piattaforma che li mantiene per gli adulti deve classificare tutti gli account.

La prima strada è il Digital Age Assurance Act: dal 1° gennaio 2027 le app chiedono una fascia d'età al sistema operativo o allo store. Se non funziona, la piattaforma si affida alla determinazione dell'età richiesta dalla SB 976. Le regole proposte a maggio per questa soluzione di riserva escluderebbero l'età dichiarata dall'utente e vieterebbero alle piattaforme di esigere un documento ufficiale. Il procuratore generale ha tempo fino al 1° gennaio per adottarle.

La Electronic Frontier Foundation, che aveva chiesto il veto, sostiene che la legge "costringe le piattaforme a raccogliere ancora più informazioni su ogni utente". L'Illinois e New York stanno costruendo i propri controlli dell'età, quindi una sentenza verrà letta ben oltre la California.

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