Tribunale di Parigi non multa Cloudflare per 1.1.1.1 fuori dal blocco pirateria
Un tribunale di Parigi ha rifiutato di multare Cloudflare per aver lasciato il proprio resolver DNS pubblico 1.1.1.1 fuori dal blocco della pirateria disposto dal giudice. Canal+ chiedeva 50.000 € al giorno per ogni sito pirata di Formula 1 e MotoGP rimasto raggiungibile, sostenendo che Cloudflare avesse eluso gli ordini bloccando solo tramite la propria rete di distribuzione dei contenuti (CDN). Con decisioni datate 17 settembre, il Tribunal judiciaire de Paris (il tribunale ordinario di Parigi) ha stabilito che il blocco tramite CDN era sufficiente, ha riferito TorrentFreak l'8 ottobre. Il media francese L'Informé è stato il primo a dare notizia delle sentenze.
Cosa chiedeva Canal+
Ad aprile lo stesso tribunale aveva ordinato a Cloudflare di bloccare 21 domini che trasmettevano la Formula 1 e 16 che trasmettevano la MotoGP, gare di cui Canal+ detiene i diritti in Francia. Gli ordini riguardavano sia il resolver DNS sia la CDN e chiedevano il blocco «con ogni mezzo efficace» senza indicare un metodo. A maggio Canal+ è tornata a chiedere sanzioni: 50.000 € al giorno per ogni sito in elenco ancora accessibile, e lo stesso importo per ogni nuovo sito segnalato dal regolatore Arcom. Secondo Canal+, solo tre domini per elenco erano stati davvero oscurati, e due di questi erano tornati online una settimana dopo, uno su un'altra CDN e uno tramite un sito mirror.
Perché il tribunale ha detto no
Cloudflare ha sostenuto che la struttura del suo resolver pubblico non consente di bloccare, che il blocco via CDN funziona molto meglio di quello via DNS e che gli ordini di aprile le lasciavano libertà nella scelta del metodo. Il collegio di tre giudici ha convenuto che Cloudflare blocca tramite la CDN «quando il sito utilizza quel servizio» e «non può essere ritenuta responsabile» quando un sito passa a un'altra CDN o a un mirror; in tal caso Canal+ deve agire contro il nuovo intermediario e segnalare i mirror ad Arcom. Richiamando la sentenza UPC Telekabel della Corte di giustizia dell'UE, i giudici hanno affermato che gli intermediari devono solo misure ragionevoli, un'obbligazione di mezzi e non di risultato. Hanno ritenuto che Cloudflare avesse adottato tali misure e hanno respinto le sanzioni perché né necessarie né proporzionate. Canal+ ha perso anche la richiesta di 20.000 € di spese legali. Può ancora presentare appello.
Il rapporto sulla trasparenza di Cloudflare afferma che l'azienda «non ha bloccato contenuti tramite il 1.1.1.1 Public DNS Resolver» finora. Tramite la CDN ha applicato il geoblocco a 1.238 domini in Francia nella seconda metà del 2025.
Cosa significa per il DNS pubblico
I tribunali europei trattano i resolver pubblici in modi diversi. Ad agosto un tribunale di Bruxelles ha respinto un ricorso di Google, Cloudflare e Cisco e ha confermato gli ordini che obbligano i resolver DNS pubblici a bloccare gli stream pirata di calcio. In Francia la prossima prova è Quad9: beIN Sports chiede al tribunale di Parigi delle sanzioni perché l'organizzazione svizzera senza scopo di lucro rifiuta di bloccare sul proprio resolver, e Quad9 ha detto che potrebbe lasciare la Francia piuttosto che adeguarsi. Una decisione è attesa più avanti a ottobre. A differenza di Cloudflare, Quad9 non ha una CDN attraverso cui bloccare al suo posto, quindi la sentenza su Cloudflare non risolve il suo caso.
Per gli utenti comuni la sentenza mostra anche dove avviene ormai il blocco. Un sito che Cloudflare blocca geograficamente a livello di CDN resta irraggiungibile dalla Francia qualunque resolver DNS usi il visitatore, quindi cambiare resolver non cambia nulla.