Proton VPN ha riscritto il nucleo in Rust: Stealth arriva su Linux

13.08.2026 3 min 6

Proton VPN ha sostituito il motore dentro le sue app. Prima era wireguard-go, l’implementazione di riferimento in Go; il nuovo nucleo è scritto in Rust e si chiama Proton Protocols, internamente ProTUN. La sua base è una libreria chiamata libpvpnclient, un’unica implementazione di WireGuard indipendente dalla piattaforma, condivisa da tutte le app. Il cambiamento è in beta e viene distribuito su Windows, Android, iOS, iPadOS e l’app desktop per Linux.

Rustil linguaggio del nuovo nucleo
wireguard-gociò che viene sostituito
21 luglioStealth arrivato nella beta per Linux
betala fase della distribuzione

Perché riscrivere ciò che funziona

Il vecchio motore andava d’accordo poco con i linguaggi in cui sono scritte le app, Kotlin su Android e Swift su iOS, così ogni piattaforma accumulava le proprie stranezze, i propri bug e il proprio calendario di rilasci. Un’unica libreria in Rust fa arrivare una correzione ovunque nello stesso momento ed elimina un’intera classe di errori di memoria che il codice C e quello Go consentono ciascuno a modo suo.

È idraulica, ed è proprio l’idraulica a decidere se un kill switch tiene nel momento in cui la connessione cade.

Che cosa ottiene l’utente adesso

Due cose sono già visibili. L’app desktop per Linux ha ricevuto Stealth, il protocollo anticensura del provider, che lì finora mancava: le note di rilascio lo datano alla beta del 21 luglio. E le app hanno ricevuto un kill switch avanzato, quello che blocca il traffico finché il tunnel non è attivo invece di limitarsi a riconnettersi sperando bene.

Perché Stealth conta dove le VPN vengono filtrate

Il WireGuard nudo si riconosce facilmente nel traffico, quindi una rete che vuole bloccare le VPN comincia proprio da lì. Stealth avvolge il tunnel così che il traffico smetta di sembrare un handshake VPN. È più lento del protocollo puro ed è al tempo stesso la differenza tra una connessione che in una rete filtrata funziona e una che non funziona.

Che cosa non c’è ancora

Un componente viene presentato come già consegnato pur non essendolo. Muon, uno strato di rete pensato per nascondere le connessioni dell’app alla propria API a chi osserva il vostro traffico, in modo che né la richiesta del dominio né il nome del server nell’handshake rivelino che state parlando con una VPN, è lavoro preparatorio e non una funzione rilasciata. Lo stesso vale per la crittografia post-quantistica: il nuovo nucleo è descritto come la sua base, non come la sua consegna. Distinguere conviene, perché la domanda utile a qualsiasi client VPN è quali protezioni funzionano oggi.

Che cosa guardare

Riscrivere la parte attraverso cui passa tutto il traffico è un cambiamento serio, e la parola beta resta centrale. Quando arriveranno le versioni stabili conviene verificare ciò che l’utente può vedere da sé: se il kill switch tiene a una caduta, se Stealth passa nella rete che prima vi bloccava e se l’autonomia del telefono è rimasta la stessa.

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