Un'ondata di leggi sta ridisegnando chi può stare online, e questo è il nostro elenco aggiornato dei paesi che vietano i social ai minori, ordinato per età minima. In meno di due anni l'idea è passata da proposta di nicchia a legge in più continenti: l'Australia ha attivato il primo divieto nazionale per gli under 16 a dicembre 2025, e la Francia è diventata il primo paese dell'UE ad adottarne uno nel 2026. Aggiorniamo questa pagina man mano che si aggiungono nuovi paesi, quindi consideratela una fotografia in movimento.
Il dettaglio che conta di più non è l'età ma come questi divieti vengono applicati. Per tenere fuori i minori, le piattaforme devono verificare l'età di tutti, e ciò avviene con caricamenti di documenti, scansioni del volto e profilazione comportamentale. Così una regola di tutela dei minori diventa una questione di privacy per l'intera popolazione adulta, il filo che attraversa ogni voce qui sotto.
L'elenco completo per paese
| Paese | Età min. | Stato |
|---|---|---|
| Australia | 16 | In vigore dal 10 dicembre 2025 (primo divieto nazionale) |
| Francia | 15 | Approvato nel 2026, graduale da settembre 2026 (primo nell'UE) |
| Malaysia | 16 | Divieto degli account in arrivo dal 2026 |
| Indonesia | 16 | Account dei minori disattivati a fasi nel 2026 |
| EAU | 15 | In vigore |
| Turchia | 15 | In vigore |
| Portogallo | 16 | Legge approvata nel 2026 |
| Spagna | 16 | Proposto |
| Norvegia | 16 | Disegno di legge atteso entro fine 2026 |
| Slovenia | 16 | Bozza di legge |
| Austria | 14 | In valutazione |
Dove è già in vigore
L'Australia è il caso simbolo: da dicembre 2025 le grandi piattaforme devono bloccare gli account di chiunque abbia meno di 16 anni, e sono le piattaforme, non i genitori, a verificare l'età. Turchia ed EAU limitano già gli under 15, e Malaysia e Indonesia attivano le loro regole under 16 nel corso del 2026, disattivando a fasi gli account dei minori esistenti. La Francia è il primo paese dell'UE ad adottare un divieto, rivolto agli under 15, con blocco delle nuove iscrizioni da settembre 2026.
Dove sta arrivando o si discute ancora
È in Europa che la mappa si riempie più in fretta. Il Portogallo ha approvato la propria legge under 16 nel 2026, la Spagna ha un divieto under 16 in corso, la Norvegia prevede un disegno di legge entro fine anno, la Slovenia lo sta redigendo e l'Austria valuta una soglia più bassa, a 14 anni. Aspettatevi che questa sezione si muova in fretta, perché appena un paese UE agisce, i vicini tendono a seguire.
L'altro modello: verificare l'età invece di vietare per età
Non tutti i paesi scrivono un divieto esplicito per gli under X. Alcuni impongono invece alle piattaforme di verificare l'età di tutti gli utenti, arrivando allo stesso punto per altra via. Il Regno Unito applica ora verifiche dell'età con il suo Online Safety Act, e i suoi regolatori hanno persino esaminato come le VPN rientrino nella verifica dell'età. Negli USA non c'è un'unica regola nazionale, ma un mosaico di leggi statali più uno sforzo federale: il KIDS Act approvato dalla Camera spingerebbe le verifiche dell'età su gran parte del web. Il risultato pratico è la stessa richiesta di dimostrare chi sei prima di accedere.
È qui che il dibattito sulla privacy incontra gli strumenti di ogni giorno. Quando l'accesso ai servizi comuni dipende dal consegnare un documento, chi tiene all'anonimato cerca di ridurre la propria esposizione, e una VPN è spesso il primo passo perché nasconde IP e posizione. Una VPN non compila al posto tuo un caricamento di documenti e non aggira un account già verificato, ma impedisce a un sito di legare facilmente la tua navigazione a un luogo reale. Man mano che più paesi chiudono internet dietro una verifica dell'età, controllare quel livello vale sempre di più.