Gennaio 2026 è diventato un punto di svolta per l'internet turco. Il Ministro della Famiglia e dei Servizi Sociali, Mahinur Özdemir Göktaş, ha annunciato un disegno di legge che introduce di fatto un “passaporto digitale” per l'accesso ai social network. Se la legge verrà approvata a fine mese, la Turchia diventerà uno dei primi paesi a vietare completamente i social media per i minori di 15 anni a livello di infrastruttura statale.
Di seguito analizziamo come le autorità intendono attuare questa misura, perché i vostri dati potrebbero già essere a rischio e se una VPN salverà la situazione.
1. Meccanismo di blocco: Addio anonimato
La principale differenza tra questo divieto e i precedenti è lo spostamento della responsabilità. Le autorità non si limitano a bloccare i siti, ma richiedono alle piattaforme (Instagram, TikTok, X) di implementare una verifica rigorosa. Per escludere i minori di 15 anni, una semplice spunta su “Ho 18 anni” non funzionerà più.
Lo scenario più probabile è l'integrazione con il sistema statale e-Devlet o la richiesta di inserire il numero di identificazione (TC Kimlik No) al momento della registrazione. Ciò significa de-anonimizzazione: ogni account sarà strettamente legato alla reale identità del cittadino. Se il sistema sa che il titolare dell'ID ha meno di 15 anni, la registrazione sarà tecnicamente impossibile.
2. Fuga di dati: Perché la verifica è pericolosa
L'implementazione della verifica tramite passaporto avviene nel mezzo di una catastrofica crisi della cybersicurezza. Nel settembre 2024, la Turchia ha subito la più grande fuga di dati della sua storia: gli hacker hanno pubblicato informazioni su 108 milioni di cittadini. Sono diventati di dominio pubblico:
- Numeri di carta d'identità (TC Kimlik).
- Indirizzi di casa completi.
- Numeri di cellulare.
- Dati sui legami familiari.
Questo crea un paradosso della sicurezza: per “proteggere” i bambini, lo Stato richiede loro (e agli adulti) di utilizzare dati che sono già stati compromessi. Ciò apre la porta ai truffatori che possono utilizzare ID rubati per creare falsi account, aggirando qualsiasi divieto.
3. Una VPN aiuterà ad aggirare il divieto?
Questa è la domanda più comune, e la risposta è: “Sì, ma con serie riserve”.
- Dove la VPN aiuta: Se il blocco viene attuato tramite indirizzo IP (geo-blocking), una VPN vi permetterà di “trasferirvi” virtualmente in un altro paese e utilizzare i social network. Funzionerà per visualizzare i contenuti.
- Dove la VPN è impotente: Se le piattaforme, sotto la minaccia di sanzioni colossali, introducono la verifica obbligatoria dell'identità (KYC) per gli utenti turchi, una VPN non aiuterà. Cambiare l'IP non cambierà l'età sul passaporto. Dovreste trovare documenti stranieri per la registrazione (il che è illegale) o acquistare account “grigi” sul mercato nero.
4. Rischi della “migrazione digitale”
Gli esperti avvertono che il divieto non spingerà gli adolescenti ad abbandonare internet, ma li sposterà in una “zona grigia”. Al posto di Instagram o YouTube moderati, la comunicazione si sposterà su chat chiuse di Discord, Telegram o lobby di gioco, dove non c'è controllo parentale e dove il rischio di incorrere in crimini o bullismo è molto più alto. È previsto anche un aumento del mercato nero di account verificati intestati a prestanome.