Il Kazakistan limita WhatsApp e Telegram per i dipendenti pubblici

07.07.2026 1
Il Kazakistan limita WhatsApp e Telegram per i dipendenti pubblici

Il Kazakistan si prepara a limitare WhatsApp e Telegram per i dipendenti pubblici a partire dal 12 luglio 2026, data in cui entra in vigore un nuovo ordine del Ministero dell'Intelligenza Artificiale e dello Sviluppo Digitale. L'ordine n. 343 impone ai dipendenti statali, ai lavoratori del settore quasi statale e ai gestori di infrastrutture critiche di usare esclusivamente messaggistiche e servizi email i cui server si trovano fisicamente in Kazakistan - un requisito che né WhatsApp né Telegram soddisfano.

Cosa richiede davvero il nuovo ordine

WhatsApp appartiene all'americana Meta, mentre Telegram è formalmente registrata negli Emirati Arabi Uniti. Nessuna delle due conserva i dati degli utenti su server kazaki, quindi entrambe rientrano automaticamente nella nuova regola. Al loro posto, i funzionari vengono spinti verso Aitu, una messaggistica nazionale la cui infrastruttura si trova interamente nel Paese. La transizione è tecnicamente in corso dal settembre 2025, ma la scadenza del 12 luglio trasforma una raccomandazione blanda in un obbligo vincolante. Il Ministero dell'Intelligenza Artificiale e dello Sviluppo Digitale ha dichiarato che il mandato riguarda esclusivamente la corrispondenza ufficiale negli enti governativi e quasi statali - formalmente non si tratta quindi di un divieto d'uso personale di WhatsApp o Telegram al di fuori dell'orario di lavoro.

Come verrà controllata la conformità

Il controllo spetta al Comitato per la Sicurezza Nazionale (KNB), che gestisce il gateway internet del Kazakistan. Secondo i media kazaki, da luglio 2026 il KNB sarà tecnicamente in grado di vedere quali funzionari aprono WhatsApp durante l'orario di lavoro, e i dipendenti non conformi potranno essere inseriti in liste di controlli obbligatori - una capacità di sorveglianza che né il ministero né il KNB hanno confermato o smentito pubblicamente. Gli sviluppatori di Aitu non hanno reso note le condizioni in cui potrebbero condividere dati con le autorità, sebbene funzionari abbiano ammesso che un "accesso quando necessario" sia possibile - una formulazione che lascia ampio margine di interpretazione e che alimenta le preoccupazioni sulla privacy sollevate da osservatori indipendenti.

Un copione familiare

I media kazaki che seguono l'ordine tracciano un parallelo diretto con la campagna russa contro le app di messaggistica, iniziata anch'essa con regole obbligatorie per i funzionari prima di estendersi. I critici indicano lo stesso schema in tre fasi: prima limitare i dipendenti pubblici, poi estendere la regola alle aziende legate allo Stato e infine fare pressione sui cittadini comuni tramite rimozioni dagli app store, rallentamenti o blocchi diretti. Il Kazakistan non ha annunciato piani di divieto per il pubblico generale, ma è proprio questa sequenza a essere osservata con maggiore attenzione.

Importante: per ora l'ordine riguarda solo i dipendenti governativi e quasi statali, non il pubblico generale. Ma la stessa capacità di sorveglianza del gateway, messa in campo per controllare l'uso ufficiale di WhatsApp, è un'infrastruttura che, una volta costruita, non ha bisogno di una nuova legge per essere rivolta a chiunque altro.

Perché la cosa conta oltre la pubblica amministrazione kazaka

Gli stati dell'Asia Centrale hanno spesso seguito la linea normativa di Mosca in materia di censura e sorveglianza di internet, dai sistemi di intercettazione legale in stile SORM ai periodici rallentamenti di Telegram. Un obbligo di server nazionali è un modo molto meno costoso per ridurre la dipendenza dalle piattaforme straniere rispetto a un divieto diretto: non richiede tecnologia di blocco né giustificazioni pubbliche, solo un ordine amministrativo e un gateway internet capace di registrare il traffico. Questa è esattamente la combinazione oggi in vigore in Kazakistan, ed è molto più economica da mantenere di un regime tecnico di blocco: nessuna infrastruttura di deep packet inspection (DPI) da costruire, nessuna larghezza di banda internazionale da rallentare - solo una regola di approvvigionamento e una dashboard di monitoraggio.

  • Data di entrata in vigore: 12 luglio 2026.
  • Chi è coinvolto: dipendenti pubblici, lavoratori del settore quasi statale, gestori di infrastrutture critiche.
  • Alternativa obbligatoria: Aitu, una messaggistica nazionale ospitata in Kazakistan.
  • Controllo: sorveglianza a livello di gateway da parte del KNB e inserimento in liste di controlli obbligatori in caso di inadempienza.

Per i funzionari e gli operatori di infrastrutture critiche che devono ancora raggiungere contatti internazionali tramite WhatsApp o Telegram al di fuori dei compiti ufficiali, una VPN sicura instrada quel traffico attraverso server esterni al gateway sorvegliato del Kazakistan, ripristinando il tipo di privacy della connessione che l'obbligo di server nazionali è pensato per eliminare - senza però cambiare l'obbligo di fondo di usare Aitu per le attività ufficiali.

Conclusione: l'ordine kazako sulla messaggistica è limitato sulla carta - una regola sulla localizzazione dei server per i dipendenti pubblici. Ma dà al KNB i mezzi tecnici per sorvegliare il traffico a livello di gateway per chiunque, e segue un copione che in Russia è finito per andare ben oltre il suo punto di partenza.
Tag: telegram whatsapp censura sorveglianza privacy vpn diritti digitali government russia kazakistan internet freedom

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