Alla fine il governo del Regno Unito ha deciso di non limitare i servizi VPN. In una dichiarazione scritta al Parlamento, la Segretaria alla Tecnologia Liz Kendall ha confermato che non ci sarà alcun divieto e nessuna verifica dell'eta per le app VPN, perche questi strumenti "hanno usi legittimi in materia di privacy e sicurezza." E' una rara vittoria per l'industria della privacy - e la risposta diretta a una domanda che seguiamo da mesi, da quando la Gran Bretagna ha aperto una consultazione formale sull'opportunita di mettere un freno alle VPN per far rispettare il proprio regime di verifica dell'eta online.
Cosa ha deciso davvero il governo
Per gran parte dell'ultimo anno la direzione presa appariva minacciosa per gli utenti VPN. I ministri avevano avanzato l'idea di limitare l'eta o l'accesso dei minori alle VPN, i parlamentari l'avevano sollevata piu volte nei dibattiti sull'Online Safety Act e i download di VPN erano raddoppiati nel momento in cui erano entrati in vigore i controlli obbligatori dell'eta. Il passo successivo evidente, temevano in molti, era prendersela con lo strumento di aggiramento stesso.
Al contrario, il governo lo ha escluso esplicitamente. Le VPN non saranno bloccate, non saranno soggette a verifica dell'eta e le app che le offrono non saranno vietate. E' l'esito del processo che avevamo raccontato quando la Gran Bretagna ha chiuso la consultazione pubblica sulla verifica dell'eta per le VPN, ed e la politica che Liz Kendall aveva promesso sarebbe arrivata a luglio 2026. La promessa e arrivata, e si e schierata dalla parte dello strumento di privacy.
La pressione si sposta sulle piattaforme
Lasciare in pace le VPN non significa che il governo abbia abbandonato l'obiettivo. Invece di bloccare lo strumento, ha spostato l'onere sui servizi a cui le persone lo usano per accedere. Le piattaforme "devono adottare misure solide per rilevare e prevenire i tentativi degli utenti minorenni di aggirare le misure di verifica dell'eta," e i fornitori ora devono valutare il rischio di aggiramento tramite VPN nell'ambito delle loro Children's Access Assessments.
Per affinare tutto cio, il governo ha incaricato Ofcom e l'Information Commissioner's Office di riferire entro ottobre su come le piattaforme possano rilevare e scoraggiare meglio l'uso delle VPN per eludere i controlli dell'eta. In altre parole, la battaglia non e finita - si e spostata di un livello, dal vietare le VPN all'insegnare ai siti web a individuarle.
Le prove che hanno vinto la discussione
A far pendere la decisione sono stati i dati, piu che l'ideologia. Ricerche indipendenti hanno rilevato che la privacy, e non la violazione delle regole, e il motivo principale per cui i bambini nel Regno Unito ricorrono a una VPN, e che solo tra il 7% e il 10% ne usa una specificamente per aggirare i controlli dell'eta. Persino dopo che l'utilizzo era raddoppiato in seguito all'entrata in vigore delle norme, solo una piccola minoranza di giovani utenti si affidava alle VPN per sbloccare contenuti riservati. Di fronte a quei numeri, una restrizione generalizzata su decine di milioni di adulti rispettosi della legge e diventata impossibile da giustificare.
Una rara vittoria, e la sua collocazione
La decisione della Gran Bretagna colpisce proprio perche altrove la tendenza va nella direzione opposta. Solo pochi giorni prima un tribunale di Parigi ha ordinato a cinque grandi fornitori di VPN di bloccare i domini pirata e ha sbattuto la porta in faccia a un ricorso in sede UE, trasformando lo stesso tipo di strumento di privacy in uno strumento di applicazione delle norme. Il Regno Unito ha guardato a una strada simile e, per una volta, ha fatto un passo indietro.
Per chiunque si affidi a una VPN, la lezione pratica e che la giurisdizione e tutto: lo stesso strumento puo essere ufficialmente protetto in un Paese e arruolato nella censura in un altro. Ecco perche capire cosa fa una VPN - e dove il suo fornitore puo essere raggiunto legalmente - conta tanto quanto quale scegliere.