Google rimuove le app Ozon dal Play Store in Russia
Il 15 agosto sono sparite in blocco da Google Play sei applicazioni del marketplace russo Ozon: quella principale, Ozon Fresh, Ozon Travel, Ozon Select, Ozon Job e Ozon Seller. Google non ha dato motivazioni, non ha avvisato e non ha indicato tempi per il ritorno. L'azienda dichiara di non aver violato le regole dello store e che questi servizi non sono soggetti a sanzioni. Le copie già installate continuano a funzionare, ma non si possono più scaricare né aggiornare dove la maggior parte degli utenti Android prende tutto.
Che cosa è successo
L'ufficio stampa di Ozon ha confermato la rimozione all'agenzia Interfax e ha detto due cose: l'azienda non ha violato le regole di Google Play, e il marketplace insieme a Fresh, Travel e Select non compare in alcuna lista di sanzioni. Google non ha detto nulla in pubblico. Nessun preavviso, nessuna condizione dichiarata per il rientro, e l'utente vede semplicemente una ricerca vuota dove ieri c'era la scheda dell'app.
Per la banca la storia è diversa e ha una spiegazione. Ozon Bank è finita il 23 luglio nel ventunesimo pacchetto di sanzioni dell'Unione europea, che ha colpito 94 banche russe, e a inizio agosto il Regno Unito ha fatto lo stesso. La sua app ha lasciato Google Play un paio di giorni prima delle altre, e il link diretto al download è sparito dal sito dell'azienda. Rimuovere una banca sanzionata è routine per lo store: succede alle banche russe dal 2022.
- Il ventunesimo pacchetto UE sanziona 94 banche russe, tra cui Ozon Bank. È nominata la banca, non le altre società del gruppo.
- Il Regno Unito aggiunge la stessa banca alla propria lista.
- L'app di Ozon Bank esce da Google Play, la versione iOS resta sull'App Store.
- Sei app non bancarie di Ozon spariscono da Google Play, senza spiegazioni da nessuna delle due parti.
Perché la differenza conta
Due scenari molto diversi finiscono sulla stessa pagina vuota. Nel primo un controllo automatico di conformità ha reagito al nome del marchio invece che alla società, travolgendo servizi che nessuna lista cita; queste cose vengono corrette, a volte in silenzio, nel giro di poche settimane. Nel secondo lo store sa qualcosa che non dice, e allora non torna nulla. Da fuori i due casi sono indistinguibili, e nemmeno l'azienda può separarli finché la piattaforma tace. Proprio quel silenzio è la notizia: una vetrina che si può svuotare senza causa dichiarata è un unico punto di rottura per tutti quelli che ci stanno dietro.
Che cosa cambia per voi
- Le app installate funzionano. Nulla è stato disattivato da remoto, il software sul telefono è intatto.
- Gli aggiornamenti si fermano. È la perdita vera: le correzioni di sicurezza passano dallo store, e quel canale per queste app è chiuso.
- Per reinstallare serve un'altra fonte: RuStore, AppGallery, Galaxy Store o il file dal dominio dell'azienda.
- La versione nel browser non richiede nulla. Per un marketplace copre ordine, pagamento e tracciamento della consegna, cioè quasi tutto.
- Disattivate l'archiviazione automatica delle app inutilizzate in Play, altrimenti Android rimuoverà da solo ciò che da lì non si può più installare.
Una VPN riporta indietro l'app? No, e conviene essere precisi sul perché. Il catalogo di Play dipende dal Paese del vostro account Google e dal suo profilo di pagamento, non dall'indirizzo da cui vi collegate. Il tunnel cambia l'indirizzo; il Paese dell'account cambia solo con un metodo di pagamento locale e al massimo una volta l'anno. La VPN risponde alla domanda da dove arriva la connessione, non a quale scaffale vi è concesso vedere.
Dove comincia il pericolo vero
Ogni rimozione da uno store ufficiale sposta la domanda altrove. Le persone cercano il file, e i siti che lo offrono compaiono più in fretta di quanto l'azienda riesca a reagire. È il momento che gli attaccanti aspettano: un pacchetto riconfezionato con una backdoor sembra l'originale, si installa allo stesso modo e chiede gli stessi permessi. Così sono stati colpiti quelli che cercavano client VPN dopo l'uscita dagli store russi, ed è ovunque la via abituale dei finti installer.
- Prendete il file dal dominio dell'azienda o da uno store che verifica gli editori, e digitate l'indirizzo a mano invece di seguire un annuncio nei risultati di ricerca.
- Confrontate il nome dell'editore sulla pagina di download con quello visto nello store ufficiale, e diffidate di tutto ciò che è rinominato, tradotto o "sbloccato".
- Lasciate attivo Play Protect: controlla anche le app installate fuori dallo store.
- Considerate malevole per default le versioni "mod", "premium" o "senza pubblicità". Nessuno mette mano senza motivo all'app di acquisti altrui.
- Nel dubbio usate il sito nel browser. Non legge le vostre altre app né le notifiche.
È il secondo caso in un mese in cui un grande servizio russo viene spinto fuori da uno store globale: a luglio Apple ha rimosso Yandex Pay dall'App Store, e anche lì la reinstallazione è diventata impossibile. Lo schema è lo stesso a prescindere da chi abbia ragione nel singolo caso. Un telefono il cui software arriva da un solo negozio è un telefono il cui accesso finisce con una sola decisione. E più gli utenti vengono allontanati dagli store ufficiali, migliori sono le probabilità per chi li aspetta dall'altra parte con un file.