WhatsApp e Signal svelano la vostra routine a chi ha il vostro numero

10.09.2026 8 min 4

I vostri messaggi su WhatsApp e Signal sono cifrati e nessuno fuori dalla chat li legge. Quella parte funziona. Quello che continua a uscire è la piccola spunta grigia della consegna: torna indietro a una velocità misurabile, e quella velocità dice se avete lo schermo acceso, se siete sul Wi-Fi o sulla rete mobile, quanti dispositivi usate e a che ora andate a dormire. Può raccoglierlo chiunque conosca il vostro numero di telefono, e voi non ricevete alcuna notifica.

In breve

  • Le conferme di consegna partono da sole e l'utente non può disattivarle. Le conferme di lettura sono un'altra impostazione e qui non servono.
  • Un messaggio costruito apposta fa scattare la conferma senza mai comparire nell'elenco delle chat, quindi il sondaggio resta invisibile.
  • Il tempo di andata e ritorno di quella conferma rivela schermo acceso o spento, cambi di rete, quanti dispositivi sono collegati e con quale sistema operativo.
  • L'unica difesa concreta oggi è togliere agli sconosciuti la possibilità di raggiungervi per numero: Signal ha l'impostazione, WhatsApp sta distribuendo i nomi utente in tutto il mondo da settembre 2026.

Come una spunta diventa un tracciatore

I ricercatori dell'Università di Vienna e di SBA Research hanno descritto il meccanismo in un lavoro intitolato Careless Whisper. Sta in quattro righe.

  1. L'attaccante manda al vostro numero un messaggio che l'app elabora ma non mostra mai, per esempio una reazione che punta a un identificativo di messaggio inesistente.
  2. Il vostro telefono lo decifra, conclude che non c'è nulla da mostrare e rispedisce comunque diligentemente una conferma di consegna.
  3. L'attaccante misura quanto ci ha messo quella conferma a tornare.
  4. Ripetuto più volte al secondo, l'elenco dei tempi disegna la curva della vostra giornata.

Sullo schermo non compare niente: nessuna notifica, nessuna chat nuova, nessun contatore di non letti. Il lavoro lo paragona all'SMS silenzioso, la tecnica con cui la polizia localizza un telefono all'insaputa del proprietario.

Che cosa rivelano i tempi

Un telefono con lo schermo acceso risponde più in fretta dello stesso apparecchio appoggiato a faccia in giù sul tavolo. Sul Wi-Fi la risposta è diversa da quella sulla rete mobile. Un client desktop appena collegato risponde per conto suo. Da qui i ricercatori hanno ricostruito il tempo di schermo al secondo, le routine di lavoro, gli spostamenti e anche il numero di dispositivi collegati all'account con il sistema operativo di ciascuno.

Lo stesso canale funziona come arma e non solo come sensore. Poiché i messaggi di sondaggio possono trasportare un carico qualsiasi, il gruppo ha misurato che cosa succede a mandarne di grossi in continuazione.

13,3 GBdi traffico all'ora spinti sulla vittima via WhatsApp da una sola sessione
18%di batteria all'ora su un iPhone 11, contro meno dell'1% a riposo
50 msintervallo di sondaggio più breve che WhatsApp ha lasciato passare senza limiti
3 mldgli utenti delle due app coinvolte

Su Signal il quadro è più tenue. Le raffiche brevi passano, ma più messaggi al secondo incontrano dei limiti, e il gruppo non è riuscito a scaricare in modo sensibile la batteria di un telefono di prova. Il canale laterale di tracciamento lì c'è comunque; l'esaurimento delle risorse no.

Che cosa non sta succedendo: nessuno legge i vostri messaggi. La cifratura end-to-end è intatta e il contenuto resta privato. A uscire sono i metadati, cioè il ritmo attorno al messaggio e non il messaggio. I metadati vengono di solito presentati come la parte innocua, e un grafico di quando una persona si addormenta, si sveglia ed esce di casa è un buon argomento contrario.

Threema si è comportata diversamente

Le app testate erano tre. Threema tratta le conferme in modo abbastanza rigido da impedire il sondaggio silenzioso: uno sconosciuto può far scattare qualcosa solo mandando un normale messaggio di testo e aprendo una conversazione visibile, cioè l'opposto della discrezione. È rilevante perché mostra che qui si tratta di una scelta di progetto e non di una legge fisica. WhatsApp e Signal rispondono agli sconosciuti in modo predefinito, Threema no.

Che cosa hanno fatto i gestori

  1. I ricercatori segnalano i risultati ai contatti di sicurezza di Meta e della Signal Foundation.
  2. Meta conferma la ricezione e dice che il rapporto passa al team di sviluppo. Nessuna risposta nel merito.
  3. Quasi un anno dopo, Meta comunica di nuovo che il rapporto è stato girato agli ingegneri.
  4. Nessuna risposta, secondo il lavoro.

Il lavoro elenca le correzioni che chiuderebbero il buco: smettere di inviare conferme a numeri con cui non esiste una conversazione, lasciare a chi ci tiene la possibilità di disattivare l'invio immediato, aggiungere un po' di casualità ai tempi e verificare l'identificativo del messaggio invece di confermare qualunque cosa. Nessuna è arrivata come modifica del protocollo. Nel dicembre 2025 qualcuno ha pubblicato su GitHub una dimostrazione funzionante che trasforma la tecnica in un cruscotto, ed è da lì che la maggior parte delle persone ne ha sentito parlare. Da allora il comportamento di fondo non è cambiato.

Il punto debole è il numero

Ogni versione di questo attacco comincia allo stesso modo: l'attaccante digita un numero di telefono. Alla stessa conclusione arriva un secondo studio dello stesso gruppo viennese, presentato a NDSS 2026: il meccanismo di scoperta dei contatti di WhatsApp accettava più di 100 milioni di interrogazioni all'ora e ha confermato 3,5 miliardi di account attivi in 245 paesi. Quel problema Meta lo ha nel frattempo mitigato. La lezione sopravvive alla correzione: su entrambe le piattaforme il numero di telefono è insieme indirizzo, credenziale di accesso e chiave di ricerca.

Che cosa potete fare davvero oggi

Da fare

  • Signal: Impostazioni, Privacy, Numero di telefono, Chi può trovarmi tramite il numero, impostare Nessuno. Uno sconosciuto che digita il vostro numero non potrà più né scrivervi né vedere che siete su Signal.
  • Signal: creare un nome utente nelle impostazioni del profilo e dare quello al posto del numero.
  • WhatsApp: riservare un nome utente in Impostazioni, Account, Nome utente. La funzione ha iniziato a diffondersi a luglio 2026 e raggiunge il resto del mondo da settembre.
  • WhatsApp: attivare Impostazioni, Privacy, Avanzate, Blocca i messaggi da account sconosciuti. Reagisce solo ai volumi alti, quindi trattatelo come un dosso e non come una soluzione.

Non serve

  • Disattivare le conferme di lettura. Le conferme di consegna sono un meccanismo separato e restano attive.
  • Una VPN. La conferma la produce il vostro telefono, e i suoi tempi dipendono pochissimo dal percorso del traffico.
  • Bloccare il numero a posteriori. L'attaccante non compare mai nell'elenco delle chat, non c'è niente da bloccare.
  • Abituarsi alla modalità aereo. Essere offline è a sua volta un punto sul grafico.

Di tutto l'elenco, la cosa su cui vale davvero la pena muoversi sono i nomi utente. Non riparano il canale laterale, ma tolgono all'attacco ciò senza cui non parte. Se nessuno fuori dai vostri contatti può raggiungervi per numero, nessuno fuori dai vostri contatti può nemmeno sondarvi.

Posso accorgermi che qualcuno mi segue così?
Dall'app no. Nessuna notifica e nessuna voce tra le chat. Chi ha provato la dimostrazione pubblicata ha notato un consumo di batteria inatteso e picchi di traffico mobile, ed è l'unico sintomo visibile sul telefono.
Questo rompe la cifratura?
No. Il contenuto dei messaggi resta cifrato e illeggibile. A uscire sono i tempi della conferma automatica che la vostra app rispedisce.
Posso disattivare le conferme di consegna?
Né in WhatsApp né in Signal. Si possono disattivare le conferme di lettura, la seconda spunta blu, che è un'altra cosa. Le conferme di consegna fanno parte del protocollo, e i ricercatori hanno chiesto esplicitamente a entrambe le aziende di renderle facoltative.
Sono più al sicuro su Signal che su WhatsApp?
Un po'. I limiti di frequenza di Signal attenuano il sondaggio ad alta frequenza e lo scaricamento della batteria, e lì esiste già l'impostazione che impedisce di essere trovati tramite il numero. Il canale temporale in sé è presente in entrambe.
Una VPN mi nasconderebbe?
No. Il dispositivo risponde da solo, e all'attaccante interessa la velocità della risposta, non dove è passato il traffico. Una VPN aggiunge un po' di latenza e nessuna protezione.

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