La Francia obbliga ProtonVPN a bloccare i siti pirata

21.05.2026 2
La Francia obbliga ProtonVPN a bloccare i siti pirata

Un tribunale di Parigi ha ordinato a ProtonVPN di bloccare 31 domini che ospitano trasmissioni sportive illegali, respingendo ogni difesa legale del provider VPN, inclusa la neutralita della rete, i rischi di sovra-blocco e l'impossibilita tecnica di un blocco geograficamente limitato. Le sentenze di gennaio 2026 segnano un'escalation significativa: per la prima volta, un tribunale francese ha formalmente trattato un servizio VPN come intermediario soggetto agli stessi obblighi di filtraggio dei contenuti di un provider di accesso a internet.

Due ordinanze, 31 domini bloccati

Il Tribunal Judiciaire de Paris ha emesso due ordinanze di blocco separate il 28 e 29 gennaio 2026. La prima, presentata dalla Premier League, obbligava ProtonVPN a bloccare 16 domini con trasmissioni di partite in diretta non autorizzate. La seconda, presentata dall'organismo di governo del rugby Top 14, aggiungeva altri 15 domini. Entrambe le ordinanze sono a tempo determinato - fino al 24 maggio e al 27 giugno 2026 rispettivamente - e includono un meccanismo dinamico che consente ai titolari dei diritti di aggiungere nuovi domini pirata senza tornare in tribunale, sotto la supervisione del regolatore ARCOM.

Le ordinanze non erano dirette esclusivamente a ProtonVPN. Gli ISP francesi, tra cui Orange, SFR, Free e Bouygues Telecom, nonche i resolver DNS gestiti da Google, Cloudflare e Quad9, hanno ricevuto richieste di blocco parallele. Ma il caso ProtonVPN ha attirato piu attenzione perche l'azienda ha scelto di combattere in tribunale - e ha perso su tutti i punti.

Gli argomenti di ProtonVPN - e perche il tribunale li ha respinti

ProtonVPN ha costruito una difesa legale a piu livelli. L'azienda ha contestato la giurisdizione del tribunale, richiesto prove di titolarita dei diritti e invocato il Regolamento UE sull'internet aperto come scudo contro il filtraggio obbligatorio del traffico. Ha anche sollevato un argomento basato sull'Accordo generale dell'OMC sul commercio dei servizi e, soprattutto, ha sostenuto che la sua tecnologia rendeva tecnicamente impossibile il blocco geograficamente limitato: qualsiasi ordine di esecuzione avrebbe forzato un blocco globale, causando un danno sproporzionato agli utenti fuori dalla Francia.

Il tribunale non si e lasciato convincere. L'argomento sulla neutralita della rete e stato liquidato come "troppo vago". La pretesa impossibilita tecnica e fallita perche ProtonVPN non ha presentato "prove tecniche quantificabili e verificabili". Sul sovra-blocco, il tribunale ha stabilito che le misure di blocco sono "limitate nella portata e nella durata" e quindi non sollevano preoccupazioni legittime. La sentenza ha dichiarato chiaramente: "In queste circostanze, l'argomento e infondato. Non c'e alcuna base per concedere la domanda sussidiaria di Proton di incompatibilita con il diritto europeo."

La questione del sovra-blocco rimane irrisolta

I critici delle leggi sul blocco della pirateria sportiva hanno a lungo avvertito che costringere gli intermediari a filtrare il traffico porta a danni collaterali: siti web legittimi che condividono indirizzi IP, server o infrastruttura di dominio con piattaforme pirata possono essere inclusi in ordinanze destinate ad altri obiettivi. L'argomento tecnico di ProtonVPN si concentrava proprio su questo rischio: una VPN non puo bloccare selettivamente un dominio solo per gli utenti francesi senza influenzare anche la sua base di utenti globale.

La risposta del tribunale - che il blocco e "limitato nella portata" - lascia questa preoccupazione senza risposta piuttosto che risolta. La natura dinamica delle ordinanze, che consente ai titolari dei diritti di aggiungere nuovi domini, solleva ulteriori interrogativi sul giusto processo e sul rischio di espansione progressiva. ProtonVPN ha indicato l'intenzione di portare la questione davanti al tribunale piu alto d'Europa, sostenendo che la sentenza contrasta con il diritto UE sull'accesso aperto a internet.

Un precedente che potrebbe ridisegnare il funzionamento delle VPN in Europa

L'implicazione pratica delle sentenze parigine e chiara: i tribunali francesi ora trattano i provider VPN come intermediari di rete con gli stessi obblighi legali degli ISP. Questa classificazione ha un peso considerevole. Gli ISP francesi operano da anni sotto regimi di blocco obbligatori, implementando blocchi DNS e IP su larga scala su ordine dei titolari dei diritti e dei regolatori. Se i provider VPN vengono inseriti nella stessa categoria legale, devono affrontare non solo le ordinanze attuali ma un flusso crescente di richieste future legate a ogni grande stagione di trasmissione sportiva.

Procedimenti paralleli in Spagna hanno gia esteso una logica simile ad altri provider VPN nell'ambito delle azioni di LaLiga. Francia e Spagna non operano in un vuoto giuridico: i loro tribunali si basano sul quadro europeo in evoluzione sulla responsabilita delle piattaforme online, e gli esiti a Parigi e Madrid saranno attentamente monitorati dai tribunali di tutto il continente.

Per gli utenti che si affidano a servizi incentrati sulla privacy per proteggere il loro traffico internet, l'espansione del filtraggio dei contenuti ordinato dai tribunali e una sfida diretta alle garanzie che quei servizi hanno tradizionalmente offerto. Man mano che i provider VPN vengono costretti a implementare blocchi a livello di rete, la distinzione tra uno strumento per la privacy e un intermediario di comunicazione regolamentato diventa sempre piu difficile da mantenere.

Conclusione

Conclusione: Le sentenze del tribunale di Parigi contro ProtonVPN stabiliscono un precedente che estende gli obblighi di filtraggio obbligatorio dei contenuti oltre gli ISP ai provider VPN - e ogni difesa di ProtonVPN e stata respinta. ProtonVPN ha segnalato che escalera il caso alla Corte di Giustizia dell'UE. Fino a quando non si conosce il risultato, gli utenti VPN in Francia operano in un quadro giuridico che tratta il loro fornitore di servizi come un intermediario regolamentato, non come uno strumento di privacy neutro. Le poste in gioco vanno ben oltre la pirateria sportiva: se la piu alta corte dell'UE conferma la logica parigina, ordinanze simili potrebbero seguire in tutto il continente per qualsiasi tipo di contenuto bloccato.
Tag: vpn privacy france censorship blocking legislation digital rights

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