Il 16 aprile 2026, circa 20 aziende di telecomunicazioni russe hanno firmato una moratoria permanente sull'espansione dei canali di comunicazione verso l'Europa. Il documento è stato firmato durante un incontro a porte chiuse con il ministro dello Sviluppo Digitale Maksut Shadaev.
Tra i partecipanti figurano i maggiori operatori del paese: Rostelecom, MTS, VympelCom (Beeline), T2 Mobile, MMTS-9 (MSK-IX, Transtelecom, Ufanet e circa 13 altre aziende. Si tratta in sostanza di una decisione consolidata dell'intero settore.
Il meccanismo di soffocamento: perché questo ucciderà le VPN
Lo Stato ha scelto una strategia intelligente — non bloccare direttamente le VPN, ma creare condizioni in cui si degradino naturalmente. La logica è semplice:
- Il traffico VPN cresce — i russi usano sempre più strumenti di elusione dopo i blocchi di massa del 2024–2026.
- L'espansione dei canali è congelata — gli operatori non possono più aumentare la capacità dei canali europei senza approvazione del Ministero dello Sviluppo Digitale.
- La banda si riempie — con traffico crescente e capacità invariata, le velocità inevitabilmente calano.
- La VPN rallenta da sola — senza alcun blocco, senza divieto formale.
Nuovi requisiti per gli operatori
Oltre alla moratoria stessa, gli operatori sono soggetti a una serie di obblighi aggiuntivi:
- Qualsiasi espansione di canali transfrontalieri richiede la previa approvazione del Ministero dello Sviluppo Digitale.
- Relazioni mensili sui volumi di traffico transfrontaliero.
- Divieto di fatto di decisioni commerciali indipendenti sulla connettività internazionale.
Effetto collaterale: servizi stranieri costretti in Russia
Un altro obiettivo della moratoria è fare pressione sulle aziende IT straniere. Se la capacità dei canali europei non cresce, i servizi stranieri che vogliono fornire velocità accettabili agli utenti russi saranno costretti a collocare server direttamente in Russia — e quindi sotto la giurisdizione e il controllo regolatorio russo.
Cosa significa per gli utenti
Nel breve termine, i cambiamenti saranno impercettibili: i canali non sono ancora saturi. Ma man mano che il traffico VPN cresce, le velocità caleranno — soprattutto nelle ore di punta. I servizi con punti di connessione europei saranno i più colpiti.
• RBC — Circa 20 aziende telecom hanno firmato la moratoria
• Habr — Moratoria sui canali di comunicazione con l'Europa
• Meduza — Gli operatori concordano di congelare l'espansione dei canali verso l'Europa
• Moscow Times — Per combattere le VPN, operatori vietati di espandere canali verso l'Europa