La Francia accusa X delle stesse violazioni della privacy che commette lei stessa - Durov parla di censura pre-elettorale

10.05.2026 1
La Francia accusa X delle stesse violazioni della privacy che commette lei stessa - Durov parla di censura pre-elettorale

La Francia ha accusato formalmente X (ex Twitter) di raccogliere illegalmente i dati degli utenti in violazione delle leggi europee sulla privacy. Pavel Durov, fondatore di Telegram, ha sostenuto pubblicamente Elon Musk definendo l'azione legale una pressione politica per mettere a tacere una piattaforma non allineata prima delle elezioni del 2027. La questione riguarda un governo che gestisce uno dei più vasti apparati di sorveglianza in Europa e ora usa il GDPR come arma contro le piattaforme digitali.

Le accuse concrete contro X

L'indagine del CNIL si concentra su tre punti: estrazione non autorizzata di dati, condivisione illecita con broker pubblicitari fuori dall'UE e l'uso di messaggi privati per addestrare Grok, l'IA di X, senza consenso. Queste accuse richiamano gli Articoli 5 e 32 del GDPR sulla limitazione delle finalità e la sicurezza del trattamento.

Il contrattacco di Durov: la legge come strumento politico

Durov sostiene che la Francia usi il GDPR in modo selettivo contro chi rifiuta la censura, mentre i propri servizi segreti (DGSI) raccolgono metadati su scala massiccia senza mandati individuali. Lo Stato che perseguita X è esso stesso uno dei più aggressivi raccoglitori di dati in Europa.

L'ipocrisia strutturale europea

I governi che hanno creato il GDPR si auto-esentano per motivi di sicurezza nazionale. Mentre le aziende rischiano multe miliardarie, le agenzie statali operano con minima trasparenza. Il caso Pegasus del 2021 ha mostrato l'uso di spyware da parte della Francia senza alcuna sanzione GDPR.

Il vero rischio: Mentre Stato e corporation lottano, l'utente è tra due fuochi. I dati aziendali alimentano il marketing; quelli statali alimentano i dossier dell'intelligence.

In questo scontro istituzionale, la crittografia alla fonte è l'unica difesa. Una VPN instrada il traffico in un tunnel cifrato, riducendo l'esposizione sia alla raccolta dati commerciale che alle intercettazioni statali da cui i regolatori si dichiarano esenti.

In sintesi: Il caso contro X può avere basi legali, ma la critica di Durov resta valida. Un governo che usa sorveglianza di massa non ha autorità morale per accusare altri di eccessiva raccolta dati.

Cosa segnala l'alleanza Durov-Musk

L'alleanza pubblica tra Durov e Musk e degna di nota perche le loro piattaforme sono spesso presentate come concorrenti nello spazio delle comunicazioni sicure. Entrambi si sono scontrati con i regolatori europei: Telegram per le richieste di accesso delle forze dell'ordine, X per i requisiti di moderazione dei contenuti. La loro posizione condivisa e che l'azione regolatoria europea non costituisce un'applicazione neutrale dei diritti alla privacy, ma un'applicazione selettiva delle norme per costringere le piattaforme alla conformita sui contenuti politici. Se questa caratterizzazione sia del tutto accurata e discutibile. Ma l'asimmetria strutturale - sorveglianza statale esente, sorveglianza delle piattaforme perseguita - conferisce all'argomento un peso reale.

L'esposizione reale: Mentre governi e aziende tecnologiche discutono su chi puo raccogliere i tuoi dati e su quale base giuridica, gli utenti ordinari si trovano all'intersezione di entrambi i sistemi. La raccolta dati aziendale alimenta gli intermediari pubblicitari; la raccolta dati statale alimenta i fascicoli di intelligence. I quadri giuridici che nominalmente proteggono gli utenti hanno lacune strutturali che ne l'applicazione del RGPD ne la politica sulla privacy di alcuna piattaforma colma pienamente.

Mentre regolatori e piattaforme lottano per i diritti sui dati a livello istituzionale, l'unico livello che protegge in modo affidabile i singoli utenti su entrambi i lati di questa equazione e la crittografia alla fonte. Una VPN instrada il traffico attraverso un tunnel crittografato prima che raggiunga qualsiasi piattaforma soggetta a richieste governative di dati, riducendo l'esposizione sia alla raccolta dati aziendale che i regolatori stanno prendendo di mira sia all'intercettazione a livello statale da cui i regolatori si esentano.

Conclusione: Il caso francese contro X ai sensi del RGPD puo avere un merito giuridico genuino, ma il punto di Durov regge. Un governo che gestisce infrastrutture di sorveglianza di massa e utilizza spyware NSO non ha alcuna autorita morale nel denunciare una piattaforma di social media per aver raccolto troppi dati. Le regole sono reali. Semplicemente non si applicano allo stesso modo a tutti.
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